Asma e stress

da: www.centribenessere.it
a cura di:
Dr. Luigi Tonetti
Medico Chirurgo
Specialista in Osteopatia e Posturologia
Metodo Gesret
 

Perché è così di moda lo stress? Perché la gente ha intuito che nasconde qualcosa di maligno. Infatti se da un lato c’è lo stress positivo, che dà la carica, voglia di fare, libera l’adrenalina indispensabile per ottenere un risultato; dall’altro, a furia di usarla quella carica, anche quando non serve più, si rischia un eccesso di consumo di corpo – mente – anima. E cioé si entra in una condizione patologica, perversa, assolutamente inutile alla situazione in cui ci si trova. Anche l’alimentazione sbagliata, non controllata, produce stress. Quando introduciamo una sostanza che ci danneggia perché non ci serve, non è tollerata bene, talvolta è addirittura tossica, l’apparato digerente, i visceri entrano in allarme e producono stress. O meglio, dal punto di vista osteopatico, un’alterata mobilità del sistema viscerale produce sulla colonna vertebrale (dove è ancorato) zone di rigidità, costringendo il resto della colonna a compensare tale limitazione funzionale. Fino a quando, nel momento in cui non ce la fa più, viene fuori un disturbo, il mal di schiena “questo sconosciuto”.


Asma vera e asma falsa
Cominciamo innanzitutto a classificare l’asma. A definirla secondo quanto si vede clinicamente nel paziente, in vera o falsa.
La vera asma, quella classica, si evidenzia nella fase espiratoria. Il paziente non riesce a liberare l’aria che ha accumulato all’interno del polmone, ha difficoltà a emettere aria e la sua sofferenza è visibile anche in alcune caratteristiche fisiche acquisite nel tempo, come il torace leggermente “a botte” che ricorda quello dei malati di enfisema. Tutto questo è successo perché, grazie ad una limitazione funzionale dell’articolazione costale e vertebrale, ha perso progressivamente di mobilità e un polmone, rimanendo sempre pieno d’aria, ha gonfiato la gabbia toracica. Poi, a mano a mano che il tempo passa, il vero asmatico fa sempre più fatica a emettere aria. Così come la introduce facilmente, tanto più difficilmente riesce a espellerla. La sua patologia è comunque sempre caratterizzata da un processo infiammatorio di base e da un bronco-spasmo con tosse, espettorato e il classico sibilo che a volte, a seconda del grado di asma (si va dal 1° al 4° grado) si può sentire anche senza il fonendo.

La falsa asma, invece, è caratterizzata dal fenomeno contrario dal punto di vista meccanico. Il paziente ha un bronco-spasmo e difficoltà nell’introdurre l’aria. È il classico paziente che ha il collo “tirato” durante la respirazione, in cui in particolare si evidenziano i muscoli accessori alla respirazione. Muscoli con cui egli si aiuta per introdurre aria. Solo che in questo caso c’è in atto un gioco un po’ perverso, inutile. Per una serie di fenomeni – meccanici, biologici, emotivi - il falso asmatico crea un laringo-spasmo che, stimolando il sistema neurovegetativo, provoca un’iperattività. Che, a sua volta, produce un bronco-spasmo che porta a un accumulo di catarro, tosse espettorante e quant’altro. Oltre che da fattori scatenanti infiammatori, tutto ciò deriva dalla cattiva e alterata meccanicità del movimento respiratorio messo in atto dal paziente stesso. Ecco perché respira male. Gli basterebbe liberare questo fenomeno per accorgersi di potere respirare. Di più. Una volta educato a respirare in maniera corretta, vedrebbe che il problema va lentamente scemando.

Il Metodo Gesret
In particolare è su questo principio che il Metodo Gesret ha basato le sue ricerche, i suoi studi, e a cui si ispira la sua clinica: liberare un canale d’aria all’interno del paziente, cosicché egli torni a respirare in modo naturale. La base di lavoro di Gesret è di tipo meccanico. Egli ha trovato che un’alterata disposizione delle vertebre cervicali su quelle dorsali producono sulle prime quattro costole un’alterata mobilità che fa sì che esse si chiudano invece di aprirsi, producendo un effetto “a cavatappi” sulla colonna. Ma se attraverso una serie di manipolazioni si libera il meccanismo che costantemente va a stimolare questo ganglio neurovegetativo, all’improvviso la persona respira.

La causa scatenante dell’asma
Nel caso della falsa asma, potrebbe essere un vecchio colpo subito durante un trauma (fisico ma anche emotivo), a cui il paziente si è adattato senza avere liberato la legge meccanica che il colpo stesso ha provocato. Anzi, adattandosi alla sua lesione, ha fatto sì che tutto il corpo si sia adeguato ad essa. Come se non bastasse, nel momento in cui subentrano altre situazioni che alimentano e accentuano tale lesione, egli permette che meccanicamente si manifesti uno scompenso che nel tempo non è più in grado di recuperare. Comincia così ad avere dei disturbi “inspiegabili”, che in realtà non sono altro che quel vecchio colpo avuto anni prima in un incidente, a seguito di un trauma emotivo o di una forte situazione di stress. A questo proposito non dimentichiamo che lo stress, il fatto di stare sempre in ansia, in attesa, in stato di eccessivo allarme, produce un aumento della tensione tendine-muscolare. Anche quando lo viviamo inconsciamente - all’interno di una relazione, al lavoro, in famiglia -, non facciamo che aumentare tutti quei fenomeni che, in ultima analisi, producono disagio. Un disagio che compensiamo in vari modi, fino a creare delle patologie tra cui, non ultima, la forma asmatica.

Ancora due parole su Gesret e il suo Metodo
Nel 1974, dopo la morte del figlio di soli dieci anni causata da una crisi asmatica, Jacques R. Gesret si dedica allo studio di questa patologia. La sua prima scoperta riguarda i meccanismi fondamentali che determinano il malfunzionamento del sistema immunitario. Secondo lui, a differenza di quanto molti sostengono, a determinare l’asma non può essere “un’infiammazione permanente dei tessuti polmonari”, che più che una causa scatenante è una risposta difensiva dell’organismo.
Il suo metodo terapeutico manuale, praticato dagli osteopati, è in grado di far sparire nel 90% dei casi tutti i sintomi (con risultati immediati nei bambini, e negli adulti a seconda dell’età del soggetto e della malattia). Ecco ciò che i terapeuti restituiscono al paziente con il Metodo Gesret:
• Il suo equilibrio
• Un buon equilibrio al bacino
• Un’asse corporea corretta
• Mobilità toracica
• Mobilità cervicale naturale